La gestione strategica dell’impresa

strategia.jpg«Per strategia di un’impresa intendiamo le caratteristiche fondamentali dell’interazione che essa stabilisce con il suo ambiente » e più oltre la strategia è « il sistema fondamentale di impiego attuale e pianificato delle risorse e di interazione dell’ambiente che definisce il modo in cui l’impresa intende raggiungere i propri obiettivi». (Hoefer, Schendel, 1978).«Strategia è ciò che determina la struttura delle attività aziendali e che fornisce le linee guida delle politiche di coordinamento delle stesse affinché l’azienda sia in grado di interagire con le mutevoli condizioni dell’ambiente esterno e di infuenzarle». (Itami, 1987).

-> Elementi da considerare come linee guida del nuovo modo di fare strategia

1. Senso della missione
La strategia dovrebbe essere guidata da obiettivi molto ambiziosi da risultare irraggiungibili.
Uno studioso giapponese, Itami definisce overextension, cioè strategia oltre misura, il porsi degli obiettivi al di là delle capacità possedute in un certo momento dall’azienda.
La strategia più efficace, oggi, è quella che fa uso di elementi difficili da copiare, le risorse invisibili.
La competizione sarà sempre più basata su risorse soft, quali la conoscenza e la competenza.

2. La strategia come sintonia
La sintonia è un tipo di reazione che coinvolge tutto: il consumatore, la tecnologia, la concorrenza, l’organizzazione, ecc.

3. La strategia della semplicità
La risposta all’aumento della complessità è la semplificazione.

-> Le fasi della gestione strategica dell’impresa

L’operare in un’ottica di gestione strategica aziendale deve necessariamente condurre all’attuazione della strategia formulata.

Questo processo unitario e continuo dal lato gestionale, logicamente e didatticamente, è scomponibile in tre fasi:

formulazione della strategia;

implementazione della strategia

attuazione della strategia e verifica della sua corretta attuazione.

Dopo aver dotato l’azienda di tutti gli strumenti necessari per operare lungo le direttive strategiche, bisogna controllare che il percorso sia quello prestabilito.

Le tre fasi dell’attività direzionale possono essere anche indicate come:

-> pianificazione strategica;

-> attuazione della strategia;

-> controllo di gestione.

Il nuovo modo di intendere la conduzione di un’azienda ha portato ad una riconsiderazione dei tradizionali contenuti della programmazione e del controllo di gestione.

Nella pianificazione, in particolare diviene difficile riuscire a distinguere tra aspetti strategici e aspetti meramente operativi.

Il controllo di gestione deve quindi, adeguarsi a questo cambiamento trasformandosi, il più possibile in un controllo di tipo strategico.

Quindi, oggi, occorre considerare il controllo di gestione non più come un fenomeno a se stante rispetto alla pianificazione, ma come uno strumento di attuazione e di riformulazione delle strategie.
(propongo)

Business plan e-commerce

strategia2.jpgSpesso le aziende si trovano disorientate di fronte all’argomento commercio elettronico, non sapendo bene cosa potrebbero innovare, con quali benefici e quali impatti sui costi.

Queste note intendono costituire un punto di inizio di una tematica che andrà sviluppata e dibattuta nel futuro anche con la collaborazione dei lettori che vorranno far conoscere agli utenti della community le loro esperienze e le loro realizzazioni.

Per commercio elettronico si intende l’uso della tecnologia internet per migliorare le comunicazioni e le transazioni tra tutti gli stakeholder di un’impresa.

Chi sono gli stakeholder? sono tutti i portatori di interessi nei confronti di una determinata impresa, quindi fornitori, clienti, manager e dipendenti dell’azienda, enti statali, comunità locali, ecc.

Nel commercio elettronico possono essere usati tre diversi tipi di network di comunicazione, la cui scelta dipende dello scopo che si desidera raggiungere: cooperazione fra tutta una serie di stakeholder, cooperazione tra collaboratori dell’impresa o cooperazione con un partner commerciale.

Tipi di network.

Internet: è la rete delle reti.
Ogni computer collegato a Internet può raggiungere qualunque server funzionante nel sistema. Internet dunque si presta per comunicare con una vasta tipologia di stakeholder. Il principale uso di internet da parte delle imprese è quello di interagire col cliente finale.

Intranet: è il network internet all’interno dell’organizzazione.
La sua funzione principale è quella di agevolare la cooperazione fra il personale di un’azienda.

Extranet: con l’extranet si mettono in collegamento acquirenti e fornitori allo scopo di coordinare le attività comuni. Se si conosce il concetto di catena del valore e si ricorda che il punto finale della catena di un’azienda rappresenta il punto iniziale della catena di un’altra azienda, si comprenderà bene come la extranet possa essere utilizzata per favorire il collegamento fra più catene del valore.

Gli obiettivi

Quindi il nostro progetto di e-commerce quali obiettivi intende perseguire ? Cosa intendiamo realizzare ? In funzione degli obiettivi perseguiti la nostra scelta cadrà su una determinata tipologia di network.

Un progetto di e-commerce, al pari di qualsiasi altro progetto di Information Tecnology, va attentamente pianificato.

La pianificazione viene realizzata attraverso la redazione di un business plan dove vengono fissati gli obiettivi da perseguire e si esplicitano i costi ed i benefici attesi dall’iniziativa.

Quali Costi ? Stima dei costi
Quali Benefici ? Stima dei benefici
Raffronto Costi – Benefici

Porsi degli obiettivi per il commercio elettronico significa stabilire fra un ventaglio di diverse attività che si possono svolgere sulla Rete, su quali attività concentrare i propri sforzi.

A titolo di esempio, un’azienda potrebbe voler essere sul web per:
- affiancare al marketing tradizionale, iniziative di marketing relazionale;
- migliorare la comunicazione e l’immagine;
- migliorare il supporto ai clienti;
- migliorare il servizio post-vendita;
- affiancare ai canali di vendita tradizionali, un canale di vendita elettronica;
- migliorare la gestione della propria catena del valore (supply-chain)
- ecc., ecc.

Per l’obiettivo specifico che si desidera raggiungere occorre definire e quantificare i costi ed i benefici attesi.

L’analisi costi-benefici, in questo ambito, e più in generale il problema della valutazione economica nei progetti di IT è particolarmente arduo perchè i benefici sono spesso “intangibili”, ma comunque vanno valutati ed i risultati possono essere espressi anche non monetariamente, ma in un qualsiasi termine ritenuto congruo rispetto agli obiettivi prefissi.

Un punto da non sottovalutare è che qualsiasi progetto di e-commerce genera delle informazioni (a volte un diluvio di informazioni).

A fronte di queste (maggiori) informazioni deve aumentare la capacità di elaborazione e comunicazione di esse e questo significa, per l’azienda, investire dal punto di vista organizzativo creando nuovi ruoli e nuove struttura organizzative.

I Costi

Il primo punto da verificare è stabilire se l’azienda può sviluppare al proprio interno il progetto o se esso debba essere affidato all’esterno.

In ogni caso, il progetto deve avere uno sponsor interno che goda della fiducia e abbia credibilità nei confronti del resto del personale aziendale.

Nel calcolare il costo totale del sistema si deve tenere conto del costo di implementazione, di avviamento, nonché del costo di esercizio e di manutenzione.

Molte imprese, non possedendo al proprio interno le risorse tecnologiche necessarie affidano all’esterno (in outsourcing) la progettazione e lo sviluppo iniziale del sito.

Realizzato il sito, occorre che esso venga ospitato su di un server (servizio di hosting).

I provider offrono servizi di hosting diversificati a seconda del livello di servizio che si desidera ottenere.

Una stima del carico degli accessi e delle transazioni che deve svolgere il sito può essere di aiuto nella scelta del servizio di hosting adeguato.

Una volta realizzato il sito ed adeguatamente ospitato su un server (o con un servizio di hosting o con un servizio di housing, dove il provider dedica un server esclusivamente per il sito) occorre prevedere i costi del personale.

In genere si preferisce utilizzare il personale interno per la gestione del business generato dall’iniziativa vuoi perché conosce il business meglio del personale che opera all’esterno dell’azienda, sia perché si rapporta alla direttive aziendali con maggiore tempestività e scrupolo.

Il personale operativo si occupa o si potrebbe occupare, ad esempio, del servizio clienti e dell’aggiornamento di eventuali database.

Il servizio clienti potrebbe dover gestire delle funzioni di customer relationship management, cioè dei sistemi di gestione della relazione con i clienti.

In ogni caso occorre del personale che segua e gestisca il sistema informativo e-commerce che va integrato e raccordato al sistema informativo aziendale.

I benefici

I benefici apportati da un sistema di e-commerce, cioè da un sistema organizzativo “non tradizionale”, quindi un sistema visto come una nuova tecnologia di organizzazione, sono, in genere, dei benefici “indotti” (tangibili o intangibili), in quanto connessi ad una migliore e maggiore prestazione organizzativa.

Un modo per tenere conto della incertezza nella preventivazione dei benefici, può essere quello di sostituire i valori unici (monetari o non monetari) con tre distinti valori che rappresentano la stima “pessimistica”, “normale” e “ottimistica”.

Occorre, infine, considerare che un progetto di e-commerce genera degli effetti sulla pianificazione e sul controllo gestionale.

Quindi dà la possibilità di:
- realizzare una pianificazione più veloce (feedack immediato del cambiamento delle condizioni ambientali);
- individuare e controllare le aree critiche;
- studiare scenari alternativi.
(propongo)

Cultura d’impresa e gestione del cambiamento

strategia1.jpgL’essere il cambiamento diventato una condizione permanente della società post-industriale fa si che il tema da sviluppare, per gli uomini d’impresa, sia diventato «l’impresa nel cambiamento».

Ecco allora l’importanza dello studio attento di quanto sta maturando nella organizzazione e nella cultura delle imprese.

L’impresa è il laboratorio dove si creano le nuove tecnologie, dove si sviluppano nuove culture manageriali, nuovi principi organizzativi e nuovi sistemi di relazioni. Nel contesto attuale caratterizzato dalle tecnologie innovative di rete, il concetto di rete diviene protagonista assoluto nelle organizzazioni. In particolare, tornano ad avere un ruolo fondamentale i sistemi informativi aziendali capaci di costruire la rete di conoscenze da diffondere ai collaboratori mediante un’apposita comunicazione.

Emergono nuove tematiche e nuove applicazioni come quelle del knowledge management. La gestione della conoscenza in ambito aziendale costituisce una nuova dimensione della cultura di impresa, che diviene sempre più fattore primario di vantaggio competitivo.

Si creano nuove figure professionali: i knowledge worker.

Cultura e conoscenza, condizionando il fattore umano, riabilitano di fatto anche il concetto di storia nel contesto imprenditoriale. L’impresa interagisce con la storia dell’ambiente circostante, e ciascun collaboratore opera nella storia e, al contempo, costruisce la sua storia e la storia dell’organismo imprenditoriale. Affiorano nuovi importanti concetti come quello di capitale sociale.

Sono tutti problemi gravi e pressanti, e per molti versi assai nuovi.

Sebbene vi siano diversi approcci interpretativi della cultura d’impresa non è abbastanza sviluppato il modello della cultura come trasformazione che si estrinseca con linee guida e suggerimenti concreti per l’azione. Bisognerebbe quindi trovare un significato più operativo per la cultura tenendo in debito conto la complessità del contesto competivo.

(propongo)